Diario volontari gennaio 2004 villaggio di Chechelesi-Isiolo-Kenya

Roberta-Siro-Italo-Rosangela-Eugenio-Conny-Roberto-Massimo-Ugo-Tino-Tonino-Rinaldo

.scritto da Roberta

PRIMO GIORNO

GIOVEDI 22 GENNAIO

ARRIVO in AFRICA …

Finalmente a Nairobi………Siamo eccitati nonostante la stanchezza, ritiriamo i bagagli,sbrighiamo tutte le pratiche doganali in fila uno contro l’altro davanti ad un unico sportello, dove una signorina ci controlla i fogli per l’ingresso nel suo paese e poi ci spedisce ad un altro sportello per porre il timbro,altra fila….
E’ mattino presto ad aspettarci c’è Suor Loreta con la sua fuoristrada bianca,un pulmino e due autisti.
Suor Loreta è la direttrice della missione cattolica che ospita la scuola elementare ad Isiolo , dove alloggeremo durante tutta la nostra permanenza,è una donna piccoletta ma dall’aria decisa e pimpante,gentile ma con la risposta sempre pronta, visto le abitudini soprattutto di Siro e Italo a fare battute scherzose….
Gli uomini caricano i bagagli,per lo più beni per la missione sulla jeep e sul tetto del pulmino ….fa caldo e mi chiedo quanto aumenterà nelle prossime ore….
Facciamo subito tappa ad un piccolo supermercato per acquistare olio,farina,scatolame e………pasta!!!
Noto con piacere che ci sono diverse marche di pasta tra cui non poteva mancare quella “blu” , ma le abitudini alimentari africane mi portano a visitare una affascinante corsia di spezie di ogni genere e colore… la percorro fino in fondo e mi ritrovo nel reparto della frutta dove i colori si accentuano ancora di più e i profumi si addolciscono e ti seducono con mango,papaya,ananas e banane di varie qualità…………………...uauh.….!!!
Riusciamo persino a comprare del pane fresco e continuiamo il viaggio che sarà,ma non lo sappiamo ancora,a dir poco massacrante……

INIZIA IL VIAGGIO VERSO L'INTERNO…
Ci guardiamo in giro con curiosità mentre il nostro pulmino avanza nel traffico della città seguendo la jeep,ci sono un’infinità di persone a piedi ma anche tanti vecchi modelli di automobili e gente ad ogni incrocio che vende banane,collanine… ma anche accessori per cellulari e addirittura antenne TV!!!…l’impressione è quella della classica città con tutte le sue frenesie…mano a mano che ce la lasciamo alle spalle il panorama diventa sempre più verde e solo quando anche la periferia con la sua baraccopoli è lontana, iniziamo a vedere la terra,il cielo…e gli alberi….proprio quelli dalla caratteristica forma schiacciata che ho sempre visto nei film…!...ed è subito emozione e voglia di continuare il viaggio…
La strada comincia a diventare irregolare e ai bordi si vedono baracche in legno e gente seduta sotto gli alberi a riposare,forse a passare il tempo,i loro vestiti sempre più poveri e sporchi, allora penso: “si comincia a vedere la vera Africa”,ma siamo ancora lontani e troppo vicini alla città e me ne accorgo quando vedo passare un uomo in giacca e cravatta che da l’impressione di voler raggiungere la città a piedi e come lui altri ancora…..e il panorama diventa una serie di contrasti che guardiamo con entusiasmo,curiosità ma anche con perplessità e domande…

Viaggiamo per 4 ore circa,siamo stanchi e il caldo ci fa a pezzi, non so se il mio mal di testa sia dovuto al viaggio o alle continue sgridate che Siro dà al nostro autista Nicholas,ma per fortuna abbiamo fatto due soste :
una ,ad una specie di chiosco che vende ananas,dove oltre a degustarne qualcuno ne abbiamo acquistati 40 da portarci alla missione….dolcissimi…..
e una,alla linea dell’equatore,dove abbiamo trovato alcuni ragazzi che si guadagnano qualcosa facendoti il giochino del bastoncino che galleggia sull’acqua in un senso e nell’altro,al di qua e al di là della linea immaginaria dell’equatore.
Riprendiamo il viaggio,e di nuovo su e giù,abbiamo la schiena a pezzi ma ci accorgiamo che Nicholas guida molto meglio ora che Siro continua il viaggio sulla Land Rover…chissà perché…
Passano ancora 2 ore, la vegetazione prende il sopravvento,è più verde di quello che ci aspettavamo,e nel cielo,che sembra più vicino che mai, si alternano sole nuvole e qualche goccia di pioggia il tutto accompagnato da un arcobaleno bellissimo che arriva per farci tornare il sorriso visto che il sonno e il disagio del viaggio lo avevamo perso da parecchi km…..

ISIOLO...
Arrivati ad Isolo,lo spettacolo che ci si presenta è di un infinito mercato fisso, fatto di bancarelle in legno cariche di ogni genere di cose,dalla frutta ai tessuti…tanta tanta gente,capre,mucche…e terra,fango e rifiuti…tutto questa confusione dovrebbe dare un senso di vita,di energia…ma a noi a dato un senso di tristezza. La gente si,è tanta, ma non corre,qui non c’è il senso del tempo,c’è chi è seduto e chi cammina ma senza fretta e forse senza nemmeno sapere dove andare e cosa fare,le bancarelle sono piene,ma in pochi comprano…
Ci guardano passare incuriositi,e i bambini alzano le mano per salutare, non passano mai turisti,ma con la missione vicino si sono abituati a vedere gente come noi,gli uomini sembrano tutti uguali nei loro abiti,fatti di camicie e pantaloni sgualciti, solo qualcuno veste il tipico telo masai, ma le donne destano la mia curiosità e dal loro abbigliamento,seppur povero,distinguo le differenti usanze,vedo donne musulmane completamente coperte,donne appartenenti a qualche tribù con i tipici grandi teli colorati che nascondono bimbi addormentati,altre ancora, forse cattoliche che azzardano abiti vicini a quelli occidentali….da come si muovono e camminano fiere,comprendo che hanno un ruolo importante e sono rispettate nonostante il paese sia maschilista,ma per comodità non per potere,agli uomini fa comodo che siano le donne a fare tutto…cosi vediamo bambine donne e vecchie portare cataste di legno in testa ,piuttosto che acqua o cibo…bambini uomini e vecchi girovagare, al massimo qualcuno fa il guardiano a qualche capra… mano a mano che le missioni lavorano e le scuole danno istruzione le cose stanno cambiando,qualche ragazzo riesce ad aprire un’attività da gommista o falegname….ma ci vuole istruzione e denaro,due privilegi che quasi nessuno possiede.
Continuiamo verso la missione,lasciando anche le ultime baracche alle spalle,sulla strada solo gente a piedi e tanti asini che tutti i giorni fanno la stessa strada a memoria trasportando latte di cammella.

CHECHELESI - LORETO MISSION SCHOOL…
Ai margini della savana vediamo finalmente la missione,si apre il cancello ed entriamo nel grande prato,lasciando dietro le sbarre decine di ragazzini che abitano nelle baracche e nei villaggi vicino che nel frattempo ci avevano seguiti correndo e chiedendo in perfetto italiano “caramella”!qualcuno aveva anche tentato di aggrapparsi alla jeep ma era stato prontamente rimproverato da Suor Loreta.
Nel prato oltre alla struttura della scuola, ne vediamo un'altra che ci ospiterà,poi alcuni container e una cisterna d’acqua. Tutto da l’aria di ordine e pulizia e in qualche modo ci sentiamo a casa.
Ad aspettarci ci sono Rosy e Lidia,due novizie del luogo che vivono con Loreta,notiamo subito che mentre la prima molto minuta,è timida e riservata, la seconda invece,che è grande e grossa è molto vivace e scoppia in grandi risate quando Siro e Italo la salutano scherzosamente in un italiano che lei capisce appena.
Siamo esausti e affamati. sistemiamo le nostre cose nelle camere,umili mac confortevoli, siamo in una struttura quadrata con al centro un bel giardino con tanti fiorellini che fanno compagnia ad una piccola Madonnina,tutte intorno le nostre camere,quelle di Loreta,Lidia e Rosy,la chiesa,la cucina delle suore,la nostra cucina e sala da pranzo,la stireria e la lavanderia. Tutto il quadrato è confinato da un corridoio esterno con sbarre e un ulteriore cancello che viene chiuso di notte.

Cena con spaghetti aglio olio e peperoncino e il sonno meritato,ma non prima di aver dato uno sguardo al cielo...mai avevo visto così tante stelle...piccole e grandi quasi a percepirne la distanza tra le une e le altre e più guardavo, più ne comparivano...guardavamo tutti estasiati accompagnati dal rumore dei grilli …