2007 la scuola di Akadeli ! .....info clicca
  • Ad agosto dello scorso anno abbiamo iniziato il nostro percorso di solidarietà col villaggio di Akadeli che ha come finalità quello di portare queste persone alla capacità di gestire e risolvere in autonomia le grandi difficoltà del vivere in Africa. Per questo abbiamo ritenuto che la scuola fosse il primo obiettivo da raggiungere.

Ora tutti i bambini frequentano la scuola e grazie alle adozioni a distanza, abbiamo raggiunto quota 190, ricevono cibo, vestiti e cure mediche. Il loro stato di salute è notevolmente migliorato e con grande gioia posso dire che “ nessuno manca all’appello” perché da settembre dello scorso anno non abbiamo avuto nessun decesso. Questo è un grande risultato che ci sprona a continuare su questa strada e speriamo entro fine anno di coprire le adozioni per tutti i 240 bambini. Negli occhi dei bambini ora non c’è più paura e tristezza ma allegria .

Questi bambini non sanno cosa siano giocattoli e non avevano forse mai ricevuto coccole perché dove si lotta per vivere non c’è tempo per il superfluo…questi bambini cresciuti nel vento, col nulla, sanno insegnarci il valore della vita con il loro sorriso e con i loro sguardi profondi


(scuola prima dei lavori )


Frequentare la scuola per questi bambini non significa solo avere la possibilità di acquisire l’istruzione necessaria per migliorare in futuro la loro qualità della vita ma anche ricevere cibo e cure mediche ogni giorno

( Padre Barnaba con alcuni bambini )

L'associazione ha finanziato
il costo del materiale necessario alla costruzione della scuola e gli uomoni del villaggio hanno prestato la manodopera necessaria.

Vogliamo che siano coinvolti perché partecipando al progetti si sentono responsabili .


L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE

L’incontro con le donne del villaggio è stato un nuovo momento di grande intensità: per cultura sono sottomesse ai mariti, spesso rimangono sole per lunghi periodi, perché gli uomini si allontanano con le capre alla ricerca di qualche pascolo; costrette al duro lavoro per l’approvvigionamento dell’acqua, della carbonella, per la coltivazione dei campi nel periodo delle piogge, invecchiate anzi tempo per le gravidanze; ma nonostante tutto ciò, non si legge rassegnazione nei loro occhi, per questo abbiamo capito di poter progettare con loro un futuro diverso. Così nasce una grande nuova sfida : autonomia per le donne di Akadeli.

In gennaio Elianora, volontaria dell’associazione, si è recata per un lungo periodo presso la casa di Padre Barnabas per insegnare l’arte del cucito a 18 donne dei villaggi di Kambi Yaa Juu e Akadeli . Sono state recuperate e sistemate vecchie macchine per cucire e col tessuto donato da alcune aziende tessili valsesiane si è avviato un piccolo laboratorio.
Le donne ora sanno tagliare, cucire, lavorare a maglia; hanno confezionato tutte le divise per la scuola di Akadeli.
Visto l’entusiasmo e la soddisfazione con cui le donne eseguivano questi lavori si è costituita una piccola cooperativa riconosciuta legalmente; in tal modo possono confezionare abiti da vendere al mercato e grazie anche ad una maestra locale, che nel suo tempo libero si è resa disponibile a seguirle per le problematiche di gestione economica, hanno potuto aprire un piccolo conto presso la banca di Isiolo.
Per la prima volta nella loro vita dispongono di una piccola autonomia finanziaria. Questa iniziativa ha molta risonanza nella zona, le donne ne parlano con orgoglio e il gruppo sta aumentando, ora sono più di 30 e hanno già vinto anche un piccolo concorso indetto dal distretto educativo di Isiolo.
Queste donne hanno saputo superare le difficoltà che il lavoro di gruppo crea a chi non ne è abituato, con la consapevolezza che insieme possono affrancarsi da una totale dipendenza dalla supremazia maschile tipica dei paesi sottosviluppati. All’interno del gruppo convivono cattoliche e musulmane, hanno capito che la pace e la solidarietà sono l’unica strada percorribile per poter dare ai loro figli un futuro in cui dignità e diritti umani non vengano più calpestati.
2007 la scuola di Akadeli ! .....info clicca
  • Ad agosto dello scorso anno abbiamo iniziato il nostro percorso di solidarietà col villaggio di Akadeli che ha come finalità quello di portare queste persone alla capacità di gestire e risolvere in autonomia le grandi difficoltà del vivere in Africa. Per questo abbiamo ritenuto che la scuola fosse il primo obiettivo da raggiungere.

Ora tutti i bambini frequentano la scuola e grazie alle adozioni a distanza, abbiamo raggiunto quota 190, ricevono cibo, vestiti e cure mediche. Il loro stato di salute è notevolmente migliorato e con grande gioia posso dire che “ nessuno manca all’appello” perché da settembre dello scorso anno non abbiamo avuto nessun decesso. Questo è un grande risultato che ci sprona a continuare su questa strada e speriamo entro fine anno di coprire le adozioni per tutti i 240 bambini. Negli occhi dei bambini ora non c’è più paura e tristezza ma allegria .

Questi bambini non sanno cosa siano giocattoli e non avevano forse mai ricevuto coccole perché dove si lotta per vivere non c’è tempo per il superfluo…questi bambini cresciuti nel vento, col nulla, sanno insegnarci il valore della vita con il loro sorriso e con i loro sguardi profondi


(scuola prima dei lavori )


Frequentare la scuola per questi bambini non significa solo avere la possibilità di acquisire l’istruzione necessaria per migliorare in futuro la loro qualità della vita ma anche ricevere cibo e cure mediche ogni giorno

( Padre Barnaba con alcuni bambini )

L'associazione ha finanziato
il costo del materiale necessario alla costruzione della scuola e gli uomoni del villaggio hanno prestato la manodopera necessaria.

Vogliamo che siano coinvolti perché partecipando al progetti si sentono responsabili .


L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE

L’incontro con le donne del villaggio è stato un nuovo momento di grande intensità: per cultura sono sottomesse ai mariti, spesso rimangono sole per lunghi periodi, perché gli uomini si allontanano con le capre alla ricerca di qualche pascolo; costrette al duro lavoro per l’approvvigionamento dell’acqua, della carbonella, per la coltivazione dei campi nel periodo delle piogge, invecchiate anzi tempo per le gravidanze; ma nonostante tutto ciò, non si legge rassegnazione nei loro occhi, per questo abbiamo capito di poter progettare con loro un futuro diverso. Così nasce una grande nuova sfida : autonomia per le donne di Akadeli.

In gennaio Elianora, volontaria dell’associazione, si è recata per un lungo periodo presso la casa di Padre Barnabas per insegnare l’arte del cucito a 18 donne dei villaggi di Kambi Yaa Juu e Akadeli . Sono state recuperate e sistemate vecchie macchine per cucire e col tessuto donato da alcune aziende tessili valsesiane si è avviato un piccolo laboratorio.
Le donne ora sanno tagliare, cucire, lavorare a maglia; hanno confezionato tutte le divise per la scuola di Akadeli.
Visto l’entusiasmo e la soddisfazione con cui le donne eseguivano questi lavori si è costituita una piccola cooperativa riconosciuta legalmente; in tal modo possono confezionare abiti da vendere al mercato e grazie anche ad una maestra locale, che nel suo tempo libero si è resa disponibile a seguirle per le problematiche di gestione economica, hanno potuto aprire un piccolo conto presso la banca di Isiolo.
Per la prima volta nella loro vita dispongono di una piccola autonomia finanziaria. Questa iniziativa ha molta risonanza nella zona, le donne ne parlano con orgoglio e il gruppo sta aumentando, ora sono più di 30 e hanno già vinto anche un piccolo concorso indetto dal distretto educativo di Isiolo.
Queste donne hanno saputo superare le difficoltà che il lavoro di gruppo crea a chi non ne è abituato, con la consapevolezza che insieme possono affrancarsi da una totale dipendenza dalla supremazia maschile tipica dei paesi sottosviluppati. All’interno del gruppo convivono cattoliche e musulmane, hanno capito che la pace e la solidarietà sono l’unica strada percorribile per poter dare ai loro figli un futuro in cui dignità e diritti umani non vengano più calpestati.
 
< 2006